Ecco i documenti da preparare con cura per aumentare le tue chances di essere contattato dalle aziende.


La lettera di presentazione

La lettera di presentazione

La lettera di presentazione (o di accompagnamento), insieme al Curriculum Vitae (CV), è un importante documento, un vero e proprio “biglietto da visita”. Di cosa si tratta? È una breve lettera che introduce alla lettura del CV per evidenziarne i principali aspetti, allo scopo di ottenere un colloquio. 

Esistono due tipi di lettere di presentazione: quella in risposta ad un annuncio di stage (o di lavoro) e quella di autocandidatura. Nel primo caso è fondamentale che emerga la congruenza tra quello che si è e che si sa fare e il profilo ricercato dall’azienda; nel secondo caso lo scopo della lettera è suscitare la curiosità e l’interesse del selezionatore.

Le regole di redazione di una lettera di accompagnamento possono cambiare da nazione a nazione; tuttavia, malgrado le differenze, la lettera presenta alcune caratteristiche simili in ogni Paese europeo, in termini di forma, stile e contenuti.

Forma e stile. Una lettera di accompagnamento, per essere di impatto deve includere alcuni elementi ed avere le seguenti caratteristiche:

• innanzitutto, deve essere sintetica (non più di 15/20 righe) in cui indichi, in maniera chiara e semplice, le informazioni contenute nel CV che ritieni possano essere maggiormente rilevanti per l’azienda;

• deve essere ordinata e completa. La lettera deve necessariamente contenere alcune informazioni come: dati del mittente, dati del destinatario, oggetto (in caso di risposta ad un annuncio, nell’oggetto scrivi il codice di riferimento mentre, in caso di candidatura spontanea, puoi scrivere semplicemente “autocandidatura”), luogo, data e firma;

• ovviamente, la lettera deve essere priva di errori: considerando che dovrai scriverla in una lingua straniera – lingua che comunque dovresti già conoscere – fatti aiutare da qualcuno che la padroneggi perfettamente (meglio ancora se madrelingua) o almeno fatti correggere il testo;

• deve essere informale e possibilmente, originale: ricorda che deve invogliare a leggere il tuo CV. 

Contenuti. Per essere completa, e fare effetto, deve includere i seguenti punti:

autopresentazione: presentati brevemente, non per nome e cognome ma attraverso il tuo status: “Sono un giovane diplomato/laureato in…”, “Sono un tecnico/ingegnere informatico…” ecc.;

motivazioni: chiarisci in modo semplice e sintetico perché sei interessato a quella specifica posizione di stage (se stai rispondendo ad un’offerta) o perché sei interessato a fare uno stage in quella specifica azienda (se ti stai proponendo con un’autocandidatura). 

È un punto fondamentale: le motivazioni fanno spesso la differenza;

obiettivi professionali: indica i tuoi obiettivi professionali (non necessariamente a lungo termine), badando bene che siano raggiungibili e in linea con quelli dell’azienda. Devi dimostrare di conoscere l’azienda/ente a cui proponi la tua candidatura (cosa fa, qual è la sua mission, come si muove sul mercato, ecc.);

vantaggi per l’azienda: spiega brevemente quale tipo di contributo pensi di poter offrire in termini di conoscenze, competenze, capacità ecc. Lo stage è sì un periodo di formazione, ma l’azienda pretende comunque qualcosa in cambio; 

obiettivo della lettera: non dimenticare di indicare il motivo per cui stai inviando la lettera e il tuo CV: ottenere un colloquio e, possibilmente, lo stage;

ringraziamenti e saluti: chiudi la lettera con ringraziamenti e saluti, in modo sobrio, ma non eccessivamente formale.

Nella maggior parte dei casi la candidatura dovrà essere inviata via mail. In tal caso la lettera potrà essere inviata o come testo della mail stessa o come file allegato. 

Un ultimo consiglio: se ne hai la possibilità, cerca di ottenere una “lettera di referenze” da un tuo professore, da un tuo ex datore di lavoro o magari dal responsabile di un’associazione in cui hai fatto volontariato. Le tue capacità e competenze possono essere “rafforzate” da una lettera di referenze e le possibilità di essere contattati possono aumentare notevolmente.

Il curriculum vitae

Il Curriculum Vitae

Il Curriculum Vitae è il tuo vero “biglietto da visita”, in quanto riporta sia i tuoi dati personali che tutte le informazioni sul tuo percorso di istruzione e la tua (eventuale) esperienza professionale. È il primo contatto con l’azienda/ente a cui ti rivolgi: scrivere bene un CV significa avere delle buone possibilità di essere contattati per un colloquio, scriverlo male significa quasi sicuramente che verrà cestinato. A volte candidati molto validi vengono scartati perché il loro Curriculum Vitae non è abbastanza “attraente”, oppure perché viene scritto frettolosamente e contiene degli errori. In sostanza: tutto il tempo che dedicherai alla redazione del tuo CV sarà tempo ben speso! 

Quando la candidatura è per uno stage in Europa puoi usare l’Europass CV. Che cos’è? L’Europass Curriculum Vitae è un modello di Curriculum standardizzato e riconosciuto in tutta Europa, strutturato in modo razionale e schematico. È stato promosso dall’Unione europea proprio per aiutare i cittadini a presentare, in modo univoco, trasparente e leggibile, l’insieme delle informazioni relative ai titoli, alle qualifiche e alle competenze acquisite, permettendo così a tutti di proporsi con un format condiviso spendibile su tutto il territorio dell’Unione.

Il Curriculum Vitae europeo è una dichiarazione autocertificata che dà informazioni su:

• dati anagrafici e informazioni personali: → chi sei?

• esperienze professionali:   → cosa vorresti fare? (posizione desiderata) 

                                                 → cosa fai? cosa hai fatto? (occupazione attuale e precedenti) 

                                                 → cosa sai fare?       

• percorsi di istruzione e formazione: → cosa hai imparato e dove?  

• competenze linguistiche: → quali lingue conosci e a che livello?

• altri tipi di competenze personali possedute: → comunicative, organizzative e gestionali, tecniche, informatiche, ecc.

L’Europass CV è disponibile in tutte le lingue dell’Unione europea sul sito del Cedefop (Centre Européen pour le Développement de la Formation Professionelle) sia come documento da scaricare e compilare, sia come modello da aggiornare online. Insieme ad alcuni esempi di CV sono fornite tutte le informazioni ed istruzioni necessarie per la compilazione e per salvare il proprio CV sul computer in diverse versioni, aggiungere allegati, aggiornarlo, stamparlo e inviarlo ai diversi destinatari. Da aprile 2018 è possibile utilizzare un nuovo editor online del CV (e di tutti gli strumenti del Portafoglio Europass) direttamente dal proprio smartphone.  

Ecco un promemoria da tener presente per la redazione del tuo CV: il Curriculum Vitae deve essere chiaro e conciso. Il selezionatore dedica più o meno un minuto alla valutazione preliminare di un CV e deve poter immediatamente individuare e verificare le informazioni che gli interessano. Un Curriculum troppo lungo e con troppe informazioni perde in leggibilità e rischia di essere scartato a priori, tanto più se si tratta del CV di un giovane che non può certo avere molto da dire sulle sue esperienze lavorative. La lunghezza di un CV non è quasi mai direttamente proporzionale all’incisività e all’efficacia; 

Adegua il tuo CV in funzione del profilo ricercato: modifica il tuo CV a seconda del destinatario, anche solo in qualche sfumatura, in modo tale che ci sia congruenza tra il tuo profilo e quello ricercato dall’azienda; concentrati sulle informazioni essenziali che rispondono ai requisiti richiesti dall’azienda/ente ed enfatizza le competenze pertinenti al tipo di stage per il quale ti candidi. Fornisci spiegazioni su eventuali interruzioni nel corso degli studi o nel corso della tua carriera, cercando di sottolineare le competenze che potresti aver maturato durante tale periodo. In ogni caso, cerca di non lasciare “buchi temporali”. Nel descrivere le tue esperienze professionali o le tappe del tuo percorso di studi, segui l’ordine cronologico che va dal presente al passato più lontano (ad esempio: prima la laurea e poi il diploma).

Qualche altro piccolo suggerimento: • tutte le intestazioni e i campi dell'Europass CV sono facoltativi. Elimina tutti i campi lasciati vuoti e inserisci una foto solo se è richiesto • nella sezione “esperienza lavorativa”, se hai già avuto qualche esperienza di lavoro, cerca di sintetizzarla descrivendo gli aspetti essenziali del tuo ruolo e le principali mansioni svolte, in modo esaustivo, ma senza essere troppo prolisso • nella sezione “educazione e formazione”, inserisci voci separate per ogni corso: inizia con le esperienze formative più recenti e indica il voto di diploma o di laurea solo se è alto • nel box dedicato alle lingue, non mentire per quanto riguarda il tuo livello di conoscenza. Indica tutto ciò che possa far comprendere al selezionatore il livello delle tue conoscenze linguistiche: corsi frequentati, attestati o certificati ottenuti, periodi di permanenza all’estero • ricorda infine che se devi inviare il tuo CV ad un’azienda/ente in Italia è necessario inserire alla fine l’autorizzazione al trattamento dei dati personali secondo il Decreto legislativo 196/03 → in assenza di questa dichiarazione il tuo CV sarà cestinato! • fai leggere e correggere il tuo CV da persone che conoscano perfettamente la lingua in cui lo hai scritto. 

Tieni presente, infine, che puoi farti tradurre e convalidare i tuoi titoli di studio utilizzando il sistema europeo NARIC – National Academic Recognition Information Centres. Il punto di contatto in Italia autorizzato dall’Unione europea a certificare e tradurre tutti i titoli di studio italiani è il CIMEA – Centro Informazioni Mobilità Equivalenze Accademiche.

Il Portafoglio Europass

Il Portafoglio Europass, nato da un’iniziativa della Commissione europea, è un Portafoglio di documenti pensati per facilitare la mobilità geografica e professionale dei cittadini europei.  È costituito dal Curriculum Vitae Europass e da altri 4 strumenti: il Passaporto delle Lingue, Europass Mobilità, il Supplemento al Certificato ed il Supplemento al Diploma. 

Europass Passaporto delle Lingue (Europass Language Passport) è un documento che consente di descrivere le conoscenze linguistiche acquisite sia in contesti di apprendimento formali (corsi di lingua straniera con esami e certificati acquisiti) che in quelli informali e non formali (soggiorni di studio e/o di lavoro all’estero, auto-apprendimento, contatti sociali, ecc.). Il Passaporto delle Lingue permette di presentare in un unico quadro organico il proprio percorso di apprendimento delle lingue straniere, con l’ausilio di una scala di descrittori organizzata su 6 livelli che si fonda sul Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (Common European Framework for Languages). Lo strumento si rivolge: • a coloro che studiano una lingua straniera  • ai cittadini che desiderano documentare un percorso di apprendimento linguistico  • agli insegnanti di lingue straniere  • agli esaminatori, autori di libri di testo e decision makers delle politiche di valorizzazione delle lingue straniere  • alle aziende che vogliano utilizzare uno strumento standardizzato a livello europeo per la selezione del personale  • agli istituti scolastici e alle strutture formative per dotare i propri studenti di un ulteriore strumento di tracciabilità delle competenze linguistiche.Attraverso il portale europeo di Europass si può scaricare il modello, la griglia per l’autovalutazione delle competenze linguistiche e le linee guida, nonché visionare esempi precompilati; si può inoltre creare il proprio Passaporto delle Lingue online ed aggiornarlo in formato XML, con la possibilità di trasferirlo ed elaborarlo su diverse piattaforme software e hardware. 

Europass Mobilità (Europass Mobility) è uno strumento che consente di documentare le competenze e le abilità acquisite durante un’esperienza di mobilità all’estero, in seguito a percorsi di apprendimento formale (corsi di istruzione e formazione) e non formale (esperienze di lavoro, tirocinio, volontariato ecc.). Tale documento valorizza l’esperienza di mobilità all’estero conferendo carattere di ufficialità alle competenze maturate, indipendentemente dall’età, dal livello di istruzione o dalla situazione professionale. I beneficiari sono: • coloro che partecipano o hanno partecipato ad un’esperienza d’apprendimento all’estero e desiderano fornire informazioni dettagliate e affidabili sugli apprendimenti maturati • aziende che desiderano conoscere meglio i candidati nelle procedure di selezione • istituzioni accademiche e formative che utilizzano il sistema dei crediti per il riconoscimento degli apprendimenti formali e non formali. Europass Mobilità è rilasciato dal Centro Nazionale Europass del Paese di residenza del beneficiario e può essere richiesto dagli enti che gestiscono progetti di mobilità finanziati dal Programma di apprendimento permanente Erasmus+ o da altre iniziative a carattere nazionale, regionale o locale. Il rilascio e la consegna del documento Europass Mobilità avverrà a conclusione del percorso di apprendimento e a seguito della richiesta al Centro Nazionale Europass da parte dell’organismo promotore.

Europass Supplemento al Certificato  (Europass Certificate Supplement - CS) è un documento che accompagna i titoli/diplomi/qualifiche professionali conseguiti, allo scopo di renderli più facilmente comprensibili ad eventuali datori di lavoro stranieri. Fornisce informazioni sulle abilità e competenze acquisite, sul tipo di attività professionale cui è possibile accedere, nonché sul livello del certificato nell’ambito della classificazione nazionale. Non è un documento sostitutivo dei titoli e delle qualifiche né un sistema automatico di riconoscimento delle qualifiche acquisite.  Il CS è rivolto: • a coloro che desiderano lavorare o studiare in un Paese europeo diverso da quello di origine • a quanti hanno acquisito un titolo di studio in un Paese diverso da quello presso il quale desiderano lavorare o studiare • alle aziende che vogliono assumere personale in possesso di titoli acquisiti in un altro Stato membro dell’Unione europea • agli istituti scolastici e alle strutture formative che, attraverso tale documento, possono disporre di informazioni aggiuntive sul percorso formativo erogato, secondo criteri comuni condivisi da tutti gli Stati membri dell’Unione europea.  Il rilascio del CS avviene da parte delle stesse autorità competenti che rilasciano i titoli originali, quindi in Italia le Regioni e le Province Autonome per le qualifiche di formazione professionale e gli Istituti scolastici per i diplomi di istruzione.

Europass Supplemento al Diploma (Europass Diploma Supplement - DS) è un documento integrativo del titolo di studio ufficiale di un’Università o di un Istituto di Istruzione Superiore Accademica e non Accademica (per esempio i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore e quelli di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica – AFAM). Descrive le conoscenze e le competenze dello studente che ha conseguito il titolo di istruzione superiore al fine di rendere riconoscibili e comparabili le competenze acquisite negli Stati membri e di facilitare la valutazione dei titoli accademici da parte dei datori di lavoro. Il DS ha valore solo se accompagnato al certificato originale e viene rilasciato, a conclusione del ciclo di studi, dall’ente presso il quale si è conseguito il titolo originale. 

La Commissione europea ha inoltre predisposto il Passaporto Europeo delle Competenze (European Skills Passport – ESP) che aiuta a raccogliere online le competenze e le qualifiche, riunendo in unico spazio virtuale i certificati che attestano il proprio percorso educativo e formativo. È disponibile in 26 lingue sul portale Europass dove, attraverso  la compilazione guidata online, è possibile raccogliere documenti come il Passaporto delle Lingue, il Supplemento al Certificato, copie del Diploma di Laurea e dei certificati, attestati di lavoro, ecc. Una volta completato, è possibile allegarlo all’Europass CV così da offrire un quadro chiaro ed esauriente delle proprie qualifiche.

In ogni Paese dell’Unione europea è presente un Centro nazionale Europass (National Europass Centre – NEC) per promuovere e fornire informazioni sui documenti Europass. Il Centro nazionale Europass Italia è istituito a Roma presso l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro).

La certificazione delle competenze linguistiche

Allegare al Curriculum Vitae un certificato di competenza linguistica può essere molto utile e, a volte, è espressamente richiesto. Tale documento serve non solo ad attestare in maniera univoca la conoscenza della lingua straniera, ma anche a misurare ciò che si è in grado di fare in quella lingua.

Attualmente sono numerosissimi gli enti certificatori, riconosciuti a livello internazionale, che offrono varie modalità di verifica delle competenze linguistiche individuali, attraverso esami e test di diversi livelli. Per uniformare i criteri di valutazione delle competenze linguistiche, il Consiglio europeo ha elaborato un Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) con l’obiettivo di fornire un criterio di valutazione, standardizzato e condiviso, della conoscenza e delle abilità conseguite da chi studia le lingue straniere europee. Il QCER (in inglese CEFR, Common European Framework of Reference for Languages, o semplicemente Framework) si avvale dell’ausilio di una griglia di descrittori comuni a livello comunitario che può essere utilizzata sia per l’autovalutazione, sia dagli enti formatori e certificatori delle competenze linguistiche. La griglia è suddivisa in sei livelli (dal livello elementare a quello avanzato), che ormai sono diventati di uso comune per tutti gli enti certificatori. I sei livelli di competenza (A1, A2, B1, B2, C1, C2) e i tre livelli intermedi (A2+, B1+, B2+), nei quali si articola la griglia del QCER, sono utilizzati in tutta Europa e in molti Paesi extraeuropei come parametri per fornire agli insegnanti di lingua un modello di riferimento per la preparazione di materiali didattici e per la valutazione delle conoscenze linguistiche.

Il Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue comprende tre fasce di competenza o livelli (base, autonomo e avanzato), ripartiti a loro volta in due sottolivelli ciascuno. All’interno di ciascun livello, il QCER descrive ciò che un individuo è in grado di fare in dettaglio nei diversi ambiti di competenza: scritto (produzione di elaborati scritti), parlato (interazione e produzione orale), comprensione (ascolto e lettura). La struttura del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue include:

A – Livello base

A1 – Livello base

A2 – Livello elementare

B – Livello autonomo 

B1 – Livello pre-intermedio (detto “livello soglia”, ovvero il minimo richiesto che garantisce una conoscenza scritta e orale adeguata per interagire senza troppa difficoltà nella vita quotidiana)

B2 – Livello intermedio

C – Livello padronanza

C1 – Livello post-intermedio o di efficienza autonoma

C2 – Livello avanzato o di padronanza della lingua in situazioni complesse.

La descrizione dettagliata delle competenze corrispondenti a ciascuno dei sei livelli e la scheda per l’autovalutazione sono consultabili nel portale europeo del Cedefop, sezione Europass, all’interno del menu Risorse.

Per ottenere un certificato di competenza linguistica, occorre sostenere un “esame di certificazione” presso un ente accreditato il quale, una volta che avrà corretto e valutato il test, darà un giudizio sul livello di competenza linguistica posseduto.

Le tariffe d’esame variano a seconda della lingua, dell’ente certificatore e della complessità dell’esame da sostenere: generalmente oscillano fra i 70 euro per i livelli più bassi e i 300 euro per quelli più alti. Una certificazione linguistica ti potrà servire anche durante la carriera universitaria, ad esempio, per l’assegnazione di crediti. Tuttavia va tenuto presente che alcuni certificati dopo 2 o 3 anni “scadono”: in tal caso sarà quindi necessario sostenere nuovamente un esame, con i relativi costi, per poter allegare al proprio CV una certificazione considerata valida. Occhio ai tempi!

Per la lingua inglese, gli enti certificatori più conosciuti sono: il Trinity College of London e il Cambridge Esol.

Il Trinity College è un ente certificatore (Examination Board) fin dal 1870 ed è riconosciuto dalla Qualification and Curriculum Authority (QCA) inglese. A livello internazionale rilascia due tipi di certificazioni: • Integrated Skills in English Examinations (ISE) • Graded Examinations in Spoken English (GESE).

Il Cambridge ESOL , Dipartimento dell’Università di Cambridge che si occupa degli esami di lingua, rilascia dal 1913 delle certificazioni di competenza nella lingua inglese, attualmente riconosciute dal Governo e dalla QCA, oltre che da numerose istituzioni e governi a livello internazionale. Gli esami sono strutturati in diversi livelli e per differenti aree, come ad esempio: • General English  • Professional English  • Academic English  • Young Learners English.

Esistono, comunque, varie tipologie di certificati per l’inglese, collegati a differenti test da affrontare secondo i livelli e gli ambiti di competenza. Fra i più diffusi ricordiamo:

FCE – First Certificate in English

CAE – Certificate in Advanced English

CPE – Certificate for Proficiency in English

BEC – Business English Certificates

IELTS – International English Language Testing System

TOEFL – Test of English as a Foreign Language (richiesto soprattutto dalle Università americane).

Per la lingua francese, invece, il Ministero francese dell’Educazione riconosce e rilascia le certificazioni:

DILF – Diplôme Initial de Langue Française

DELF – Diplôme d’Etudes en Langue Française

DALF – Diplôme Approfondi de Langue Française.

I diplomi  DILF, DELF e DALF sono rilasciati dalla Commissione nazionale del CIEP (Centre International d’Eutdes Pédagogiques), creato nel 1945 e diventato ente pubblico a supporto dei diversi Ministeri francesi nel 1987. In Italia si può far riferimento all’Alliance Française che rilascia come diplomi per la certificazione della lingua francese sia il DELF che il DALF.

Per la lingua tedesca, l’ente certificatore è il Goethe Institut che ha iniziato la sua attività di certificazione nel 1951 e in Italia è ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione. 

Per la lingua spagnola l’Istituto Cervantes rilascia le certificazioni di spagnolo e organizza sessioni di esami per l’ottenimento dei “Diplomi di Spagnolo come lingua straniera” (DELE), titoli ufficiali che riconoscono la conoscenza della lingua spagnola in tre livelli: iniziale, intermedio e superiore.

Sempre in riferimento alle certificazioni linguistiche, è utile citare anche l’Alte (Association of Language Testers in Europe), un’associazione di organismi ed istituzioni europee che effettuano esami e certificazioni per studenti. Ogni membro stabilisce modalità e contenuti degli esami relativi alla lingua madre del proprio Paese o Regione. Attualmente l’associazione è costituita da 32 membri e raccoglie le certificazioni di 24 lingue europee. 

Un altro importante ed utile strumento utilizzato per descrivere puntualmente le proprie competenze linguistiche è il già citato Passaporto Europeo delle Lingue (PEL) di Europass. Ovviamente, a differenza dei certificati forniti dagli appositi enti certificatori riconosciuti, il PEL - essendo un’autodichiarazione - non ha valore legale, ma può essere comunque molto utile all’azienda o al datore di lavoro per le indicazioni in esso contenute.

La selezione

Dopo aver spedito la lettera di presentazione con allegato il Curriculum, potresti essere contattato dall’azienda: il colloquio – telefonico, magari tramite webcam, oppure frontale (decisamente più raro, visto che costringerebbe il candidato ad un viaggio all’estero) – rappresenta il principale metodo di selezione. Se vieni contattato vuol dire che, almeno in teoria, hai tutte le carte in regola per essere scelto. Adesso sta a te giocartele al meglio e dimostrare al selezionatore che aveva visto giusto.

Il colloquio ha temi e domande ricorrenti, così come ricorrenti sono le ingenuità e le gaffe dei candidati. Di seguito troverai alcuni consigli che potranno servirti per sostenere un buon colloquio di selezione per un tirocinio all’estero.

Ovviamente l’intervista si terrà nella lingua del Paese ospitante o nella lingua veicolare impiegata in quella determinata azienda (spesso l’inglese). In attesa di un’eventuale chiamata, approfondisci la conoscenza della lingua in cui si terrà il colloquio, esercitati e verifica la tua capacità di sostenere un dialogo.

L’intervista telefonica nasconde più insidie del colloquio frontale: non avendo di fronte l’interlocutore, non puoi coglierne le espressioni e gli atteggiamenti; inoltre le voci sono filtrate dal telefono e può capitare di non comprendere perfettamente il tono o il senso di alcune frasi. Ecco qualche semplice accorgimento per gestire adeguatamente la telefonata:

  • fai in modo che non ci siano elementi di distrazione o disturbo (se ti chiamano mentre stai guidando nel traffico, fai presente che non ti trovi nella condizione ideale per parlare: chiedi semplicemente se è possibile risentirsi in un altro momento);
  • usa un tono di voce che esprima l’interesse, la motivazione e l’entusiasmo per l’offerta di stage per cui sei stato contattato. Tieni presente che il selezionatore terrà conto non solo di quello che dirai, ma anche di come lo dirai (esempio: “Sono una persona molto determinata e sicura di sé…”  e allora perché quella voce cosi incerta e tremante?);
  • cerca di evitare pause prolungate o silenzi imbarazzati. Se, dopo aver risposto a una domanda, dall’altra parte non ricevi alcun feedback, chiedi al selezionatore se ha bisogno di ulteriori chiarimenti;
  • tieni a portata di mano carta, penna e una copia del tuo CV: nel corso della telefonata ti serviranno, per cui è bene farsi trovare preparati.

Qualche piccola raccomandazione valida esclusivamente per i colloqui frontali:

  • puntualità: arriva con qualche minuto di anticipo. In caso di ritardo avverti il selezionatore prima dell’ora dell’appuntamento;
  • abbigliamento: non necessariamente giacca e cravatta o tailleur. L’abbigliamento deve essere più o meno formale a seconda del contesto;
  • cellulare: ricordarti di spegnerlo. Uno squillo improvviso potrebbe pregiudicare l’esito del colloquio. 

Passiamo ora ai contenuti. Durante il colloquio, il selezionatore deve capire - in un tempo relativamente breve - che tipo di persona sei. Il tuo obiettivo deve essere quello di dimostrargli che sei la persona giusta per ricoprire la posizione per cui ti sei candidato. In vista del colloquio dovrai riflettere e prepararti a rispondere efficacemente a domande su:

  • te stesso: le principali tappe del tuo percorso scolastico/universitario, formativo, professionale; i tuoi obiettivi professionali; i tuoi aspetti caratteriali, i tuoi interessi, i tuoi hobby;
  • la posizione per cui ti presenti: è opportuno che tu conosca bene il ruolo e le mansioni che andresti a svolgere;
  • l’azienda/ente: è fondamentale che tu conosca la struttura ospitante. Cerca di raccogliere informazioni e notizie sull’azienda (la sua storia, la sua cultura, la sua mission, i suoi prodotti/servizi, i suoi competitor, ecc.) per farti trovare pronto sui diversi argomenti;
  • la tua motivazione: perché vuoi fare questo stage? Perché pensi di essere la persona giusta per questa posizione? Perché vuoi fare uno stage in questa azienda? La motivazione ha un peso decisivo in sede di colloquio. Una persona molto motivata, sia nei confronti dell’azienda che della posizione per cui si presenta, può essere preferita ad un’altra, formalmente più in linea con il profilo richiesto, ma non abbastanza motivata.

Ricorda: il colloquio è un momento di incontro e quindi un processo a doppio senso. Non solo esiste la possibilità di porre domande, ma è consigliabile approfittarne per dimostrare interesse e curiosità. Il selezionatore, infatti, potrebbe chiederti se hai delle cose da chiedere sull’azienda o sui contenuti dello stage. È un’occasione da non perdere: preparati una o più domande “intelligenti”, che dimostrino che ti sei documentato, che sei motivato e interessato a saperne di più. Ad esempio, se lo ritieni opportuno, potresti fare qualche domanda specifica sulla funzione all’interno della quale dovresti essere inserito (programmi/pacchetti software utilizzati, organizzazione, ecc.). Inoltre:

  • cerca sempre di motivare le risposte e di spiegare le ragioni delle tue scelte;
  • non essere logorroico, ma non rispondere neppure a monosillabi: rispondi in modo sintetico ma esauriente, articolando adeguatamente le risposte;
  • non mentire ed evita anche di enfatizzare esageratamente le tue competenze ed esperienze. L’azienda non sta cercando un genio, ma una persona adatta a svolgere determinate attività in un determinato contesto;
  • non essere aggressivo, né arrogante né presuntuoso: sono motivi sicuri di esclusione. Questo non vuol dire che tu debba avere un atteggiamento passivo o dimesso: poniti con naturalezza e cerca di essere aperto e propositivo.

Tieni presente che, attraverso le sue domande, il selezionatore vuol capire:

  • chi sei (il tuo carattere, la tua personalità, le inclinazioni, gli interessi, le attitudini, ecc.)
  • cosa saresti in grado di fare in azienda (cioè se il tuo profilo è in linea con quello ricercato)
  • quali ragioni/motivazioni determinano il tuo interesse per quello stage.

Infine, oltre al classico colloquio telefonico o frontale, le aziende possono ricorrere ad una metodologia di selezione più complessa: l’Assessment Center. L’AC, utilizzato per lo più dalle grandi aziende, si svolge in genere nell’arco di una giornata e serve essenzialmente a valutare (assessment significa valutazione) il potenziale, le capacità e le attitudini dei candidati in relazione a determinate posizioni lavorative. In sostanza serve a capire, mediante un insieme di “prove” – alcune individuali, altre di gruppo – se una persona è in grado di ricoprire efficacemente un determinato ruolo in azienda. Ad una sessione di Assessment partecipano in genere 5-10 candidati. Attraverso l’osservazione dei loro comportamenti, i selezionatori valutano una serie di caratteristiche, fra le quali: le capacità di interazione e relazione, di negoziazione e di leadership, di lavorare in gruppo e di gestire situazioni conflittuali o stressanti; e ancora: le capacità decisionali, le doti organizzative, la capacità di affrontare e risolvere problemi complessi ecc. Ecco alcune possibili prove di un AC:

  • in gruppo: autopresentazione e confronto di gruppo su un tema o un problema specifico (ad esempio la discussione di un caso aziendale);
  • individuali: test attitudinali, simulazioni di casi aziendali, colloqui ecc..

Per affrontare al meglio un Assessment, la prima regola è quella di presentarsi per ciò che si è, senza cercare ad ogni costo di far colpo sui selezionatori: i comportamenti innaturali o “forzati” vengono immediatamente scoperti. Concentrazione e naturalezza, flessibilità e disponibilità al dialogo, propositività e determinazione: è questo l’approccio migliore all’Assessment.