Sei arrivato nel Paese di destinazione qualche giorno prima dell’inizio del tuo tirocinio per sistemarti adeguatamente. Ora, nel momento in cui stai per entrare in azienda, potresti avere un po’ di ansia. La tua motivazione e le tue aspettative sono sicuramente alte, perché l’investimento che hai fatto è senza dubbio importante, non solo per te e per la tua futura carriera, ma anche per le persone e per l’azienda che ti ha aperto la porta per uno stage. Per ammortizzare l’ansia potresti aggiornare le tue informazioni sull’organizzazione che ti sta per accogliere: ti eri già documentato al momento del colloquio che ti ha consentito di essere scelto, ma verifica ancora, prima di mettere piede in azienda, se vi siano novità importanti che la riguardano, così da dimostrarti attento e motivato.

È dunque arrivato il tuo “primo giorno di scuola”. L’impressione che farai durante i primi giorni del tuo stage è molto importante. La regola da seguire è essere il più possibile se stessi, senza dimenticare  di aver già superato una selezione che ha ritenuto il tuo profilo in linea con i compiti che dovrai svolgere durante il tirocinio: devi semplicemente impegnarti a dimostrare che vi è coerenza fra quanto hai affermato nella tua lettera di presentazione e nel tuo CV e il modo in cui riesci a mettere in pratica le competenze che hai elencato sulla carta. 
Cura la relazione con il tuo tutor, imparando a farti conoscere e a far sentire la tua presenza in azienda: chiedi, ma proponi anche soluzioni, ovviamente con discrezione e savoir faire. Poni al tuo tutor opportune domande sull’azienda che ti ospita, sulle attività che vengono svolte nell’area in cui sei inserito e su quelle che ti verranno assegnate. Se non hai subito ben chiaro il funzionamento degli strumenti che dovrai utilizzare, cerca di fartene un’idea in un tempo relativamente breve, chiedendo l’eventuale collaborazione dei colleghi.  Il consiglio è di fare una full immersion nella cultura aziendale del tuo ospite. Cerca di apprendere nella prima settimana della tua permanenza in azienda il linguaggio e i modelli di comportamento utilizzati: adeguati alle regole non scritte, senza rinunciare ad incidere nel contesto aziendale con le tue competenze e la tua personalità, pur nel rispetto dei ruoli. 

Tieniti pronto a valorizzare al massimo non soltanto le tue competenze tecniche, ma anche le cosiddette competenze trasversali o soft skills, indispensabili in qualsiasi contesto lavorativo, che durante il tuo stage avrai l’occasione di mettere alla prova. Fra le competenze trasversali più importanti vi sono:

  • la capacità di apprendere e gestire informazioni
  • la capacità di progettare, pianificare e organizzare, dimostrando autonomia e fiducia in se stessi
  • la flessibilità e l’adattabilità
  • la resistenza allo stress
  • la precisione e l’attenzione ai dettagli
  • la capacità di comunicare, negoziare, risolvere i problemi e lavorare in gruppo, sapendo gestire le relazioni e i conflitti
  • la creatività, l’intraprendenza e lo spirito d’iniziativa, uniti ad una giusta dose di umiltà.

Anche avere un atteggiamento mentale aperto e disponibile a confrontarsi con culture e modi di pensare diversi ti aiuterà a muoverti più facilmente all’interno dell’organizzazione che ti ospita. 
Imparare a relazionarti e a collaborare, seguendo le indicazioni del tuo tutor, utilizzando il gergo aziendale appropriato in una lingua straniera, è il primo compito su cui sarai messo alla prova: il modo più semplice per svolgerlo è quello di osservare con attenzione, ascoltare e capire velocemente fin dal primo giorno come si parlano e si comportano i tuoi colleghi e i tuoi capi nello svolgimento del proprio lavoro. Per fare questo sono indispensabili flessibilità, elasticità mentale e prontezza, in una parola una forte capacità di adattamento. Perché il tuo stage abbia successo e il tuo contributo venga apprezzato, dovrai essere pragmatico e determinato, responsabile ed affidabile; e soprattutto dovrai saper organizzare efficacemente le tue attività raggiungendo i risultati attesi nei tempi prestabiliti. Tieni presente che ciò che più verrà preso in considerazione nel momento in cui sarà valutato il tuo stage non sarà tanto il numero di ore passate in ufficio o la quantità di cose di cui ti sei occupato, ma la qualità delle performance ed il conseguimento dei risultati attesi. In questo senso lo spirito di iniziativa e la voglia di fare che sarai in grado di dimostrare ti potrebbero permettere non solo di accrescere le tue conoscenze e competenze, ma anche di svolgere, già durante il tuo stage, mansioni caratterizzate da livelli maggiori di responsabilità.

Tuttavia può invece succedere che, malgrado il tuo impegno e la tua motivazione, durante lo stage non tutto vada per il verso giusto….

Ti potrà capitare, ad esempio, che le attività che dovrai svolgere non soddisfino pienamente le tue aspettative; in questo caso dovrai essere tu ad adattarti alle esigenze dell’organizzazione (il contrario appare decisamente improbabile). Dovrai quindi cercare di risintonizzarti sulla base degli incarichi che ti verranno affidati e affrontare la situazione in modo costruttivo: se le tue mansioni non corrispondono esattamente a quello che immaginavi di fare, sarà molto più proficuo cercare di entrare rapidamente nei contenuti e nelle dinamiche del tuo lavoro, imparando a far bene ciò che ti viene richiesto e acquisendo dimestichezza con gli strumenti che ti verranno messi a disposizione, piuttosto che lamentarti o chiuderti in un atteggiamento poco collaborativo. Sarà una palestra che potrebbe tornarti utile in altre situazioni.

Anche se ti rendessi conto di aver perso interesse per l’esperienza che stai svolgendo, perché ne avevi un’idea completamente diversa, dimostra carattere e resisti. Non far crollare la tua motivazione, ridefinisci i tuoi obiettivi e non rinunciare a svolgere nel modo migliore i tuoi compiti. Cerca di non lasciarti condizionare dagli imprevisti o dagli inevitabili “incidenti di percorso”, risolvibili nella maggior parte dei casi con un po’ di buon senso. Ciò non significa, però, che tu debba adattarti a qualsiasi tipo di attività ti venga assegnata: se le tue mansioni sono di profilo decisamente più basso rispetto a quanto concordato prima di iniziare lo stage, non esitare a far presente la situazione al tuo tutor e chiedi una ridefinizione dei tuoi compiti: adattarsi alla situazione va bene, ma purché lo stage conservi pur sempre un suo valore formativo! In alcuni casi può verificarsi invece il problema opposto, ovvero che ti vengano assegnati, fin dall’inizio dello stage, compiti e incarichi “eccessivi” rispetto alle tue competenze. In questo caso non devi sentirti inadeguato né tanto meno cadere preda dello stress. La cosa migliore da fare sarà avvertire della situazione il tuo tutor o il responsabile dell’area, evidenziando i limiti e le carenze - in termini di conoscenze, competenze, utilizzo di strumenti, ecc. - a causa dei quali non sei ancora in grado di svolgere determinate attività. In tal modo sarà possibile rivedere il piano delle tue attività, stabilendo tempi e modalità per l’acquisizione di quelle competenze di cui non sei ancora padrone. Del resto lo stage serve proprio a questo: imparare, acquisire nuove competenze.

Un’altra difficoltà che potresti incontrare potrebbe essere legata ad un ambiente di lavoro molto competitivo. Se non ti senti quel tipo di persona, ma vuoi lo stesso tenere il punto e far tesoro della tua esperienza in quella determinata azienda, mantieni un atteggiamento umile e collaborativo, concentrandoti sul tuo lavoro ed evitando di farti coinvolgere nelle tensioni e nei conflitti interni: riuscirai più facilmente a gestire la situazione e a vivere il tuo stage senza troppo stress. Potrebbe infine capitarti che il tuo tutor, per mancanza di tempo o di volontà, non ti segua adeguatamente e non ti fornisca le indicazioni e il supporto di cui hai bisogno per inserirti al meglio nell’organizzazione. Ma anche questo problema è risolvibile con un po’ di buon senso e spirito di iniziativa. Se ti trovi in una situazione simile, cerca di individuare, tra le persone che lavorano con te, uno o più “tutor d’elezione”, ovvero colleghi che possiedano l’esperienza professionale e la disponibilità necessarie per assisterti durante il tuo percorso formativo e aiutarti nei momenti di difficoltà. Non di rado si impara di più da un collega preparato e disponibile che dal tutor assegnato.

Un ultimo consiglio: tieni sempre alta l’attenzione durante la tua esperienza, ravvivando e nutrendo la tua curiosità e il tuo interesse, senza scordarti che fare uno stage in Europa significa prima di tutto avere la possibilità di guardare e conoscere dall’interno la struttura e le dinamiche di una realtà organizzativa complessa. Trovarsi in un contesto internazionale e limitarsi a svolgere il proprio “compitino” senza darsi da fare per avere una visione d’insieme delle strutture, dei processi, delle regole e delle principali dinamiche dell’area, del settore e dell’organizzazione in cui sei inserito, significherebbe perdere un’occasione unica per arricchire notevolmente il tuo patrimonio di conoscenze professionali.