Ecco i documenti da preparare con cura per aumentare le tue chances di essere contattato dalle aziende.


La lettera di presentazione

La lettera di presentazione (o Cover letter o Motivational letter) è un breve documento che introduce alla lettura del Curriculum Vitae allo scopo di partecipare a una selezione o ad ottenere un colloquio.

Esistono due tipi di lettere: quella in risposta ad un annuncio di stage (o di lavoro) e quella di autocandidatura. Nel primo caso è fondamentale che emerga la congruenza tra quello che si è e che si sa fare e il profilo ricercato dall’azienda; nel secondo caso lo scopo della lettera è suscitare la curiosità e l’interesse del selezionatore per indurlo a proporti un’opportunità.

Le regole di redazione di una lettera di presentazione possono cambiare da nazione a nazione tuttavia, malgrado le differenze, la lettera presenta alcune caratteristiche simili in ogni Paese europeo, in termini di forma, stile e contenuti.

Forma e stile. Una cover letter, per essere di impatto deve necessariamente includere alcuni elementi e possibilmente avere le seguenti caratteristiche:

  • innanzitutto deve essere sintetica e mirata: dovrai richiamare, in maniera chiara e semplice, le informazioni contenute nel tuo CV che ritieni possano essere maggiormente rilevanti per l’azienda o in linea con la loro offerta. Ovviamente non dovrai ripetere le stesse cose che già dici nel CV, ma dovrai, magari con degli esempi concreti, convincerli delle tue capacità, competenze e obiettivi;
  • deve essere ordinata e completa e dovrà necessariamente contenere alcune informazioni: all’inizio, in alto, potrai inserire le informazioni di contatto (nome, cognome, cellulare). Se possibile dovresti indirizzarla ad un nominativo preciso (il responsabile di quella selezione) e non all’azienda in generale. Nell’oggetto della mail scriverai - in caso di risposta ad un annuncio - il codice di riferimento o il titolo dello stage, mentre - in caso di candidatura spontanea - puoi scrivere semplicemente candidatura spontanea (ovviamente nella lingua che stai utilizzando: spontaneous application, candidature spontanée ecc.). Alla fine della lettera, oltre ai dovuti saluti, non scordare di mettere data e firma;
  • ovviamente, come per il CV, la lettera deve essere priva di errori: considerando che dovrai scriverla in una lingua straniera – lingua che comunque dovresti già conoscere – fatti aiutare da qualcuno che la padroneggi perfettamente (meglio ancora se madrelingua) o almeno fai rivedere il testo;
  • l’ideale è che abbia un tono informale e, possibilmente, originale: ricorda che deve invogliare a leggere il tuo CV. Prepara una lettera ad hoc per ogni tirocinio a cui ti vuoi candidare, magari cercando di riprendere le “parole chiave” utilizzate da loro nell’annuncio. Una lettera ben fatta ti aiuta a distinguerti.

Contenuti. Per essere completa, e fare effetto, deve includere i seguenti punti:

  • autopresentazione: presentati brevemente, non per nome e cognome ma attraverso il tuo status: “Sono un giovane diplomato/laureato in…”, “Sono un tecnico/ingegnere informatico…” ecc.;
  • motivazioni: chiarisci in modo semplice e sintetico perché sei interessato a quella specifica posizione (se stai rispondendo ad un’offerta) o perché sei interessato a fare un tirocinio in quella specifica azienda (se ti stai proponendo con un’autocandidatura). Ciò che deve emergere dalla lettera è proprio la tua motivazione: cerca di far capire chiaramente perché sei interessato a quella specifica posizione o perché vorresti fare uno stage proprio in quella azienda. È un punto fondamentale: le motivazioni fanno spesso la differenza;
  • obiettivi professionali: indica i tuoi obiettivi professionali (non necessariamente a lungo termine), badando bene che siano raggiungibili e in linea con quelli dell’azienda. Devi dimostrare di conoscere l’azienda/ente a cui proponi la tua candidatura (cosa fa, quali sono i suoi progetti, come si muove sul mercato ecc.). Cerca anche di far emergere, in maniera il più possibile concreta, la tua adesione e condivisione ai valori, alla mission, alla vision dell’azienda che hai scelto di contattare;
  • vantaggi per l’azienda: spiega brevemente quale tipo di contributo pensi di poter offrire in termini di conoscenze, competenze, capacità ecc. Lo stage è sì un periodo di formazione, ma l’azienda vuole comunque qualcosa in cambio;
  • obiettivo della lettera: non dimenticare mai di indicare il motivo per cui stai inviando la lettera e il tuo CV: ottenere un colloquio e, possibilmente, lo stage; quindi in chiusura della lettera chiedi esplicitamente di essere ammesso o invitato per un colloquio, a seconda di quale sia il passaggio successivo del processo di ammissione;
  • ringraziamenti e saluti: chiudi la lettera con ringraziamenti e saluti, in modo sobrio, ma non eccessivamente formale.

Sull’Europass online editor puoi trovare il format per compilare una cover letter standard. Per accedere a tutte le funzionalità, Europass consiglia di creare preliminarmente un proprio Profilo Europass.

A volte le aziende richiedono anche una o più lettere di referenze. Se ne hai la possibilità, cerca di averne almeno una a disposizione scritta da un tuo professore, da un tuo ex datore di lavoro o magari dal responsabile di un’associazione in cui hai fatto volontariato. Le tue capacità e competenze possono essere “rafforzate” da una lettera di referenze e le possibilità di essere contattato potranno notevolmente aumentare. Se l’offerta di stage per cui ti candidi richiede esplicitamente una lettera di referenza la allegherai alla domanda secondo le loro indicazioni; in caso contrario potrai scrivere sulla motivational letter "Referenze disponibili su richiesta".

Il curriculum vitae

Il Curriculum Vitae è un vero e proprio “biglietto da visita”, in quanto riporta sia i tuoi dati personali che tutte le informazioni sul tuo percorso di istruzione/formazione e la tua (eventuale) esperienza professionale. È il primo contatto con l’azienda/ente a cui ti rivolgi e quindi deve essere impeccabile: scrivere bene un CV significa avere delle buone possibilità di essere contattati per un colloquio, scriverlo male significa quasi sicuramente che verrà cestinato. A volte candidati molto validi vengono scartati perché il loro Curriculum Vitae non è abbastanza “attraente”, oppure perché viene scritto frettolosamente e contiene degli errori. In sostanza: tutto il tempo che dedicherai alla redazione del tuo CV sarà tempo ben speso!

Il tuo Cv deve essere non solo sempre aggiornato, ma anche mirato a quella particolare azienda, o organizzazione internazionale, in cui vorresti fare il tirocinio. Non si tratta di barare, ma di aggiustare il tiro, per esempio evidenziando le tue caratteristiche personali più idonee per quella particolare posizione e indicando le esperienze (anche extracurriculari), o le materie del tuo percorso di studio, che risultano maggiormente in linea con il profilo richiesto. Per ogni offerta il suo Curriculum!

Quando la candidatura è per uno stage in Europa (a meno che non sia esplicitamente sconsigliato) puoi usare l’Europass CV. Che cos’è? L’Europass Curriculum Vitae è un modello di Curriculum standardizzato e riconosciuto in tutta Europa, strutturato in modo schematico. È stato promosso dall’Unione europea proprio per aiutare i cittadini a presentare, in modo univoco, trasparente e confrontabile, l’insieme delle informazioni relative ai titoli, alle qualifiche e alle competenze acquisite, permettendo così a tutti di proporsi con un format condiviso spendibile su tutto il territorio dell’Unione.

L’Europass CV è disponibile in tutte le lingue dell’Unione europea. Per prima cosa dovrai creare un profilo Europass con informazioni sul tuo percorso di istruzione e formazione, sulle tue esperienze di lavoro e sulle tue competenze. Dopo aver completato il tuo profilo Europass potrai creare tutti i CV che vuoi con qualche semplice clic: ti basterà scegliere le informazioni che vuoi inserire e la formattazione che preferisci. Puoi scaricare sul tuo pc il tuo CV Europass, conservarlo nella tua biblioteca Europass e condividerlo con i datori di lavoro, con EURES o con altri portali di annunci di lavoro.

Alcune multinazionali, e in genere le organizzazioni internazionali, prediligono l’Europass CV perché gli consente di avere un modello standard uguale per tutti i candidati e ciò li facilita nella fase di selezione. Tuttavia c’è anche chi non lo ama: se decidi, o ti è esplicitamente richiesto, di NON utilizzare un CV formato Europass, in rete troverai tantissimi modelli di Curriculum personalizzati da scaricare o da utilizzare almeno come base di partenza. Ad esempio puoi provare Canva, CV-Template o Design Wizard, gratuiti e facili da usare, che mettono a disposizione numerosi template per realizzare Curricula creativi e gradevoli dal punto di vista grafico.

Una volta scelto il formato, occhio anche all’ortografia, allo stile, ai caratteri, alle spaziature. A volte si dedica (giustamente) tanto tempo ai contenuti, ma si è un po’ negligenti rispetto alla forma. Magari non sarai scartato per questo, ma un bravo selezionatore noterà subito se hai usato stili o caratteri di dimensioni diversi o se, per evidenziare un aspetto, una volta usi il grassetto, un’altra la sottolineatura o, addirittura, aumenti il carattere! Un CV ordinato, lineare, proporzionato, pulito sarà sicuramente molto apprezzato.

Ecco un promemoria da tener presente per la redazione del tuo CV: il Curriculum Vitae deve essere chiaro e conciso. Il selezionatore dedica più o meno 1 minuto alla valutazione preliminare di un CV e deve poter immediatamente individuare e verificare le informazioni che gli interessano. Un Curriculum troppo lungo o con troppe informazioni, magari poco coerenti con il ruolo ricercato, perde in leggibilità e rischia di essere scartato a priori, tanto più se si tratta del CV di un giovane che non può certo avere molto da dire sulle sue esperienze lavorative. Se non hai ancora maturato esperienze professionali significative, una pagina di CV è perfetta.

Adegua il tuo CV in funzione del profilo ricercato: modifica il tuo CV a seconda del destinatario, anche solo in qualche sfumatura, in modo tale che ci sia congruenza tra il tuo profilo e quello ricercato dall’azienda; concentrati sulle informazioni essenziali che rispondono ai requisiti richiesti dall’azienda/ente ed enfatizza le competenze pertinenti al tipo di stage per il quale ti candidi. Nel descrivere le tue esperienze professionali o le tappe del tuo percorso di studi, segui sempre l’ordine cronologico che va dal presente al passato più lontano (ad esempio: prima la laurea e poi il diploma) e cerca di non lasciare mai “buchi temporali” inspiegati. 

Le competenze trasversali, ovvero le soft skills  –  quell’insieme di qualità e caratteristiche personali che si traducono in comportamenti efficaci all’interno di un ambiente di lavoro  –  vanno sicuramente indicate, ma cercando di non essere troppo generici: se fai un elenco standard di capacità che più o meno tutti pensano di avere non attirerai di certo l'attenzione del selezionatore; indica soltanto le capacità e le competenze trasversali che possiedi davvero, e che ti caratterizzano, cercando di evidenziare i contesti e le situazioni in cui le hai maturate.

Il tuo Cv dovrà essere una sorta di istantanea che riesca a fotografare la tua carriera scolastica e professionale (se è già iniziata) e raccontare qualcosa di te con un tocco personale. Per esempio, soprattutto se il tuo Curriculum è ancora scarno, descrivere i tuoi interessi o le tue attività extracurriculari è sicuramente molto utile: esperienze di volontariato, lavori saltuari per pagarti gli studi, soggiorni o anche viaggi all’estero, hobby o altre esperienze al di fuori del tuo percorso di studi possono essere molto utili al selezionatore per capire meglio che tipo di persona sei.

Qualche altro piccolo suggerimento: inserisci una tua foto (un bel primo piano) solo se ti è richiesto • se hai già avuto qualche esperienza lavorativa cerca di sintetizzarla descrivendo le principali mansioni svolte, in modo esaustivo, ma senza essere troppo prolisso; sotto questa voce potrai anche inserire le attività di volontariato e gli eventuali tirocini (curriculari o extracurriculari) già fatti • nella parte dedicata all’educazione e formazione, inserisci voci separate per ogni corso: inizia con le esperienze formative più recenti e indica il voto di diploma o di laurea solo se è alto • tieni presente che puoi sempre scegliere se iniziare il tuo CV dall’esperienza lavorativa o dalla tua formazione • nella sezione dedicata alle lingue indica tutto ciò che possa far comprendere al selezionatore il livello delle tue conoscenze linguistiche: corsi frequentati, attestati o certificati ottenuti, periodi di permanenza all’estero • fai leggere e correggere il tuo CV da persone che conoscano perfettamente la lingua in cui lo hai scritto, possibilmente madrelingua. 

Tieni presente che puoi farti tradurre e convalidare i tuoi titoli di studio utilizzando il sistema europeo NARIC – National Academic Recognition Information Centres. Il punto di contatto in Italia autorizzato dall’Unione europea a certificare e tradurre tutti i titoli di studio italiani è il CIMEA – Centro Informazioni Mobilità Equivalenze Accademiche, attraverso il Credential Information Service - CIS, servizio di certificazione e comparazione di qualifiche italiane ed estere, al fine di rendere sempre più comprensibili e riconoscibili i titoli nel contesto nazionale e internazionale.

Ricorda: occhio ai social! Fra i migliori Curriculum arrivati in azienda ne verranno selezionati solo alcuni, ma il selezionatore, prima di avviare i colloqui, quasi sicuramente si farà un giro sui social: un commento di troppo, una foto inappropriata, un like discutibile possono diventare motivi di esclusione.

Infine, se non stai compilando un format per una singola offerta, ma la tua è un’autocandidatura, nomina il tuo file semplicemente Cv + il tuo nome e cognome e controlla sempre di aver indicato correttamente i tuoi recapiti telefonici. Il tuo indirizzo mail, da cui invierai la tua proposta di candidatura, dovrà essere il più possibile “professionale”.

I documenti Europass

Per descrivere in modo chiaro e dettagliato le tue competenze e qualifiche, e agevolarne la comprensione in tutta l’Europa, puoi utilizzare la piattaforma Europass. Si tratta di uno strumento multilingue composto da:

  •  il Curriculum Vitae Europass 
  •  il Supplemento al Diploma
  •  il Supplemento al Certificato
  •  l’Europass Mobilità
  •  il Profilo Europass.

Ad eccezione del Profilo e del Curriculum Vitae, gli altri documenti sono rilasciati dagli istituti di istruzione e formazione. Il Passaporto delle Lingue (uno strumento di autovalutazione delle competenze e qualifiche linguistiche) è stato assorbito nel Profilo Europass, nella sezione "Competenze linguistiche". È tuttavia ancora possibile autovalutare le proprie competenze linguistiche sulla base del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER)

Per saperne di più sul Curriculum Vitae Europass leggi la sezione precedente, tutta dedicata al Curriculum vitae.

L'Europass Supplemento al Diploma (Europass Diploma Supplement - DS) è un documento integrativo del titolo di studio ufficiale di un’Università o di un Istituto di Istruzione Superiore Accademica e non Accademica (per esempio i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore e quelli di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica – AFAM). Descrive le conoscenze e le competenze dello studente che ha conseguito il titolo di istruzione superiore al fine di rendere riconoscibili e comparabili le competenze acquisite negli Stati membri e di facilitare la valutazione dei titoli accademici da parte dei datori di lavoro stranieri. Il DS ha valore solo se accompagnato al certificato originale e viene rilasciato, a conclusione del ciclo di studi, dall’ente presso il quale si è conseguito il titolo originale. 

L'Europass Supplemento al Certificato (Europass Certificate Supplement - CS) è un documento che accompagna i titoli/diplomi/qualifiche professionali conseguiti, allo scopo di renderli più facilmente comprensibili in particolare per eventuali datori di lavoro stranieri. Fornisce informazioni sulle abilità e competenze acquisite, sul tipo di attività professionale cui è possibile accedere, nonché sul livello del certificato nell’ambito della classificazione nazionale. Non è un documento sostitutivo dei titoli e delle qualifiche né un sistema automatico di riconoscimento delle qualifiche acquisite, ma è un documento che completa le informazioni già comprese nel certificato ufficiale.  Il CS è rivolto:

  • a coloro che desiderano lavorare o studiare in un Paese europeo diverso da quello di origine
  • a quanti hanno acquisito un titolo di studio in un Paese diverso da quello presso il quale desiderano lavorare o studiare
  • alle aziende che vogliono assumere personale in possesso di titoli acquisiti in un altro Stato membro dell’Unione europea
  • agli istituti scolastici e alle strutture formative che, attraverso tale documento, possono disporre di informazioni aggiuntive sul percorso formativo erogato, secondo criteri comuni condivisi da tutti gli Stati membri dell’Unione europea. 

Il rilascio del CS avviene da parte delle stesse autorità competenti che rilasciano i titoli originali, quindi in Italia le Regioni e le Province Autonome per le qualifiche di formazione professionale e gli Istituti scolastici per i diplomi di istruzione. La maggior parte dei Paesi europei ha istituito degli Inventari nazionali del Supplementi al Certificato oppure ci si può rivolgere ai Punti nazionali di riferimento.

L’Europass Mobilità (Europass Mobility) è uno strumento che consente di documentare le competenze e le abilità acquisite durante un’esperienza di mobilità all’estero, in seguito a percorsi di apprendimento formale (corsi di istruzione e formazione) e non formale (esperienze di lavoro, tirocinio, volontariato ecc.). Tale documento valorizza l’esperienza di mobilità all’estero conferendo carattere di ufficialità alle competenze maturate, indipendentemente dall’età, dal livello di istruzione o dalla situazione professionale. L’Europass Mobilità può essere utile:

  • a coloro che partecipano o hanno partecipato ad un’esperienza di apprendimento all’estero e desiderano fornire informazioni dettagliate e affidabili sugli apprendimenti maturati
  • alle aziende che desiderano conoscere meglio i candidati nelle procedure di selezione
  • alle istituzioni accademiche e formative che utilizzano il sistema dei crediti per il riconoscimento degli apprendimenti formali e non formali.

Il rilascio e la consegna del documento Europass Mobilità  avviene a conclusione del percorso di apprendimento e a seguito della richiesta al Centro Nazionale Europass da parte dell’ente partner coinvolto nel progetto di mobilità. Quindi, se sei interessato ad ottenere il tuo Europass Mobilità al termine di un’esperienza all’estero, dovrai contattare l’ente che ti ha inviato all’estero (scuola, azienda, università…) che a sua volta contatterà il Centro Nazionale Europass del Paese di residenza (non può essere rilasciato su richiesta del singolo). La domanda può essere presentata per soggiorni effettuati in tutti i Paesi UE, nei Paesi SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein), nonché in Turchia, Croazia e Svizzera.

In ogni Paese dell’Unione europea è presente un Centro nazionale Europass (National Europass Centre – NEC) per promuovere e fornire informazioni sui documenti Europass. Il Centro nazionale Europass Italia è istituito presso l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro).

Con la piattaforma Europass puoi infine creare un Profilo Europass, per registrare tutte le tue competenze, qualifiche ed esperienze in un unico sito online sicuro e gratuito. Potrai descrivere tutte le tue esperienze di lavoro, istruzione e formazione, competenze linguistiche, competenze digitali, informazioni sui progetti, esperienze di volontariato e risultati raggiunti. Potrai anche conservare i diplomi, le lettere di referenza o altri documenti in una biblioteca Europass personale.

Le certificazioni linguistiche

Allegare al Curriculum Vitae un certificato di competenza linguistica può essere molto utile e, a volte, è espressamente richiesto. Il certificato serve non solo ad attestare in maniera univoca la conoscenza di una lingua straniera, ma anche a misurare ciò che si è in grado di fare in quella lingua. Attualmente sono numerosissimi gli enti certificatori, riconosciuti a livello internazionale, che offrono varie modalità di verifica delle competenze linguistiche individuali, attraverso esami e test di diversi livelli. 

Per uniformare i criteri di valutazione delle competenze linguistiche, il Consiglio d’Europa ha elaborato un Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) con l’obiettivo di fornire un criterio di valutazione, standardizzato e condiviso, della conoscenza e delle abilità conseguite da chi studia le lingue straniere europee. Il QCER (in inglese CEFR, Common European Framework of Reference for Languages, o semplicemente Framework) si avvale dell’ausilio di una griglia di descrittori comuni a livello comunitario che può essere utilizzata sia per l’autovalutazione, sia dagli enti formatori e certificatori delle competenze linguistiche. Il QCER è ormai diventato di uso comune per tutti gli enti certificatori: attualmente è disponibile in 40 lingue ed è utilizzato in tutta Europa e in molti Paesi extraeuropei (in totale in 47 Stati).

Il Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue comprende tre fasce di competenza o livelli (base, autonomo e avanzato), ripartiti a loro volta in due sottolivelli ciascuno. All’interno di ciascun livello, il QCER descrive ciò che un individuo è in grado di fare in dettaglio nei diversi ambiti di competenza: scritto (produzione di elaborati scritti), parlato (interazione e produzione orale), comprensione (ascolto e lettura).
Ecco com'è strutturato ill Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue:

La descrizione dettagliata delle competenze corrispondenti a ciascuno dei sei livelli e la scheda per l’autovalutazione sono a disposizione nel portale del Cedefop, sezione Europass.

Per ottenere un certificato di competenza linguistica, occorre sostenere un “esame di certificazione” presso un ente accreditato il quale, una volta che avrà corretto e valutato il test, darà un giudizio sul livello di competenza linguistica posseduto dal candidato. Sul sito del Miur puoi consultare una lista degli enti certificatori riconosciuti.

Le tariffe d’esame variano a seconda della lingua, dell’ente certificatore e della complessità dell’esame da sostenere: generalmente oscillano fra i 100 e i 300 euro; in alcuni casi paghi e fai solo l’esame, in altri devi iscriverti, fare un corso, comprare i testi ecc.
Una certificazione linguistica ti potrà servire anche durante la carriera universitaria, ad esempio per iscriverti ad una università straniera. Tuttavia va tenuto presente che alcuni certificati dopo qualche  anno scadono: in tal caso sarà quindi necessario sostenere nuovamente un esame, con i relativi costi, per poter allegare al proprio CV una certificazione considerata valida. Occhio ai tempi!

Per la lingua inglese, gli enti certificatori più conosciuti sono: il Trinity College of London e il Cambridge Assessment English.

Il Trinity College è un ente certificatore (Examination Board) fin dal 1870 ed è riconosciuto dalla Qualification and Curriculum Authority (QCA) inglese. A livello internazionale rilascia due tipi di certificazioni: • Integrated Skills in English Examinations (ISE) • Graded Examinations in Spoken English (GESE).

Il Cambridge Assessment English, Dipartimento dell’Università di Cambridge, organizza e gestisce esami e rilascia diversi tipi di certificazioni di competenza, attualmente riconosciute dal Governo e dalla QCA, oltre che da numerose istituzioni e governi a livello internazionale.

Esistono, comunque, varie tipologie di certificati per l’inglese, collegati a differenti test da affrontare secondo i livelli e gli ambiti di competenza. Fra i più diffusi ricordiamo:

FCE – First Certificate in English

CAE – Certificate in Advanced English

CPE – Certificate for Proficiency in English

BEC – Business English Certificates

IELTS – International English Language Testing System

TOEFL – Test of English as a Foreign Language (richiesto soprattutto dalle Università americane).

Per la lingua francese, invece, il Ministero francese dell’Educazione riconosce e rilascia le certificazioni:

DILF – Diplôme Initial de Langue Française

DELF – Diplôme d’Etudes en Langue Française

DALF – Diplôme Approfondi de Langue Française.

I diplomi  DILF, DELF e DALF sono rilasciati dalla Commissione nazionale del CIEP (Centre International d’Eutdes Pédagogiques), creato nel 1945 e diventato ente pubblico a supporto dei diversi Ministeri francesi nel 1987.

Per la lingua tedesca, l’ente certificatore è il Goethe Institut che ha iniziato la sua attività di certificazione nel 1951 e in Italia è ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione. 

Per la lingua spagnola l’Istituto Cervantes rilascia le certificazioni di spagnolo e organizza sessioni di esami per l’ottenimento dei “Diplomi di Spagnolo come lingua straniera” (DELE), titoli ufficiali che riconoscono la conoscenza della lingua spagnola in tre livelli: iniziale, intermedio e superiore.

Un altro utile strumento utilizzato per descrivere puntualmente le proprie competenze linguistiche è il già citato Passaporto Europeo delle Lingue di Europass. A differenza dei certificati forniti dagli appositi enti certificatori riconosciuti, il Passaporto - essendo un’autodichiarazione - non ha valore legale, ma può essere comunque molto utile all’azienda o al datore di lavoro per le indicazioni in esso contenute.

L’autocandidatura

Essere selezionati per uno stage all’estero non è così facile. Certo, le offerte di tirocinio sono numerose, ma i candidati sono sempre tantissimi, provenienti da ogni Paese, e un’esperienza di questo tipo fa gola a molti. È per questo che devi cercare di costruire al meglio la tua candidatura e di renderti interessante agli occhi dell’azienda, o dell’ente, a cui intendi proporti, a maggior ragione se cerchi di ottenere uno stage attraverso una candidatura spontanea. In questo caso, ovviamente, devi mettercela tutta: non solo perché devi cercare di fare breccia nel cuore dell’azienda (come del resto nel caso della risposta ad un’offerta), ma perché li devi incuriosire e convincerli a proporti un internship. L’autocandidatura consiste proprio nell’auto-proporti, inviando ad una o più aziende selezionate la "tua offerta”.

Ma come sceglierle? Un buon punto di partenza può essere individuare e contattare le aziende  appartenenti ad un determinato settore economico vicino al tuo ambito di studi. È evidente che una buona corrispondenza fra il settore aziendale e ciò che studi (o hai studiato), può decisamente facilitare le cose. Oppure potresti scegliere aziende che ti sembrano interessanti, di cui hai letto degli annunci di stage, magari già scaduti o per posizioni diverse dal tuo profilo: sono sicuramente aziende che offrono tirocini e sanno di che cosa parli. In qualsiasi caso l’azienda non deve mai avere il dubbio che stai inviando un’autocandidatura standard ad una lista di aziende scaricate da internet! Insomma, seleziona con accuratezza le aziende che vorresti contattare, personalizza il più possibile la tua candidatura e fai apparire con evidenza il tuo interesse non generico (“voglio fare uno stage purchessia”), ma specifico (“voglio fare uno stage proprio con voi!”). Il tuo CV, la tua lettera di presentazione, il tuo profilo li devono interessare e convincere che sarebbe proprio utile, per l’azienda, una tua collaborazione con loro.

Se decidi di candidarti autonomamente dovrai inviare all’azienda il tuo Curriculum Vitae accompagnato da una ineccepibile lettera di presentazione che enfatizzi, in primo luogo, le tue motivazioni. In questo caso i diplomi e gli attestati conseguiti, nonché le eventuali lettere di referenze tradotte, li dovrai presentare in un secondo momento, solo se richiesti. Ricorda: non stai rispondendo ad un annuncio, quindi una lettera di presentazione ben redatta deve andare dritto allo scopo, suscitando la curiosità e l’interesse del selezionatore.
Nella mail con cui li contatterai, in caso di candidatura spontanea, nell’ “oggetto” potrai scrivere semplicemente “Autocandidatura per stage”, magari specificando l’area o la posizione per cui ti vorresti candidare ( “Candidatura spontanea per stage nell’area marketing” oppure “Autocandidatura per stage come addetto al front office” ecc.), ovviamente tradotto nella lingua che stai utilizzando. All’interno della sezione Careers delle grandi aziende è spesso prevista la possibilità di inserire la propria autocandidatura.

Va da sé che, come per la risposta ad un’offerta, anche nel caso della candidatura spontanea è sicuramente consigliabile raccogliere preliminarmente il maggior numero di informazioni possibili sulle aziende che ti interessano prima di inviare qualsiasi tipo di proposta. Quali sono le loro sedi? Qual è la lingua utilizzata in quella multinazionale? Come è strutturata? Utilizzano tirocinanti? Solo dopo esserti ben informato potrai realizzare un CV realmente “mirato” e mandare una lettera di presentazione il più possibile “adattata” alla tipologia o al settore dell’azienda scelta.

Se non indicato nel loro sito, contatta l’azienda e chiedi il nominativo e la mail del referente delle Risorse umane che si occupa del settore tirocini a cui inviare il tuo CV: la tua candidatura arriverà nelle mani giuste e, qualora tu non ricevessi alcun tipo di riscontro, potrai ricontattarli successivamente, almeno per sapere se la tua candidatura è stata valutata. Dimostrerai ancora una volta il tuo interesse per quell’azienda e il tuo spirito d’iniziativa.

Il colloquio di selezione

Dopo aver inviato la lettera di presentazione con allegato il Curriculum, se sarai pre-selezionato, potresti essere contattato dall’azienda: il colloquio – telefonico, magari tramite webcam, oppure frontale (decisamente più raro, visto che in questo caso si tratterebbe di dover affrontare un viaggio all’estero, con i relativi costi) – rappresenta il principale metodo di selezione. Se vieni contattato vuol dire che, almeno in teoria, hai tutte le carte in regola per essere scelto: adesso sta a te giocartele al meglio e dimostrare al selezionatore che aveva visto giusto.

Il colloquio ha temi e domande ricorrenti, così come ricorrenti sono le ingenuità e le gaffe dei candidati. Di seguito troverai alcuni consigli che potranno servirti per sostenere un buon colloquio di selezione per un tirocinio all’estero. In attesa di un’eventuale chiamata esercitati e verifica la tua capacità di sostenere un dialogo.

Ovviamente l’intervista si terrà nella lingua del Paese ospitante o nella lingua veicolare impiegata in quella determinata azienda (spesso l’inglese): la tua conoscenza linguistica dovrà arrivare almeno ad un livello B2, anche se in alcuni casi è necessario un C1. Prima di affrontare il colloquio cerca di impadronirti dei termini e delle espressioni tecniche relative al ruolo per cui ti sei candidato.

L’intervista telefonica, anche quella tramite webcam, nascondono spesso molte insidie: non hai di fronte l’interlocutore in carne ed ossa, possono sfuggirti espressioni ed atteggiamenti e le voci, filtrate dal telefono o dal pc, possono arrivare distorte o può capitare di non comprendere perfettamente il senso delle domande. Ecco qualche semplice accorgimento per gestire adeguatamente la telefonata:

  • cerca di evitare qualsiasi elemento di distrazione o di disturbo: giorno e orari dell’intervista sono generalmente concordati, quindi fai in modo di avere del tempo da dedicare a questo importante momento di selezione;
  • usa un tono di voce che esprima l’interesse, la motivazione e l’entusiasmo per l’offerta di stage per cui sei stato contattato. Tieni presente che il selezionatore terrà conto non solo di quello che dirai, ma anche di come lo dirai;
  • cerca di evitare pause prolungate o silenzi imbarazzati. Se, dopo aver risposto a una domanda, dall’altra parte non ricevi alcun feedback, chiedi al selezionatore se ha bisogno di ulteriori chiarimenti;
  • tieni a portata di mano il tuo CV e anche carta e penna: nel corso della telefonata ti potrebbero servire.

Qualche piccola raccomandazione valida invece per il colloquio frontale:

  • puntualità: arriva con qualche minuto di anticipo. In caso di ritardo avverti il selezionatore prima dell’ora dell’appuntamento;
  • abbigliamento: se possibile informati precedentemente sul codice di abbigliamento aziendale; tuttavia, anche se l’azienda dovesse consentire un abbigliamento casual ai suoi dipendenti, ciò non vuol dire che ti puoi presentare al colloquio con i jeans e le scarpe da ginnastica. Se non ottieni alcuna informazione, o comunque sei in dubbio, cura comunque il tuo abbigliamento per non far pensare ad una mancanza di riguardo (ciò non significa necessariamente giacca e cravatta o tailleur). Ricorda che devi comunque fare una buona impressione.
  • cellulare: ricordarti di spegnerlo. Uno squillo improvviso potrebbe pregiudicare l’esito del colloquio. 

Passiamo ora ai contenuti. Durante il colloquio, il selezionatore deve capire - in un tempo relativamente breve - che tipo di persona sei. Il tuo obiettivo deve essere quello di dimostrargli che sei la persona giusta per ricoprire la posizione per cui ti sei candidato:

  • all’inizio del colloquio potrebbero chiederti di presentarti: preparati prima, cercando di strutturare una esaustiva autopresentazione che duri circa due minuti (le principali tappe del tuo percorso scolastico/universitario, formativo, professionale; i tuoi obiettivi professionali; le tue soft skills);
  • punti di forza e punti deboli: è una domanda che viene fatta spesso, quindi è importante essere preparati. Rifletti in anticipo su almeno tre tuoi punti di forza e cerca di trasformare i tuoi punti deboli in una risorsa;
  • tieni sempre a mente la posizione per cui ti presenti: è opportuno che tu abbia ben chiari il ruolo e le mansioni che andresti a svolgere;
  • preparati a rispondere ad eventuali domande sull’azienda/ente: è fondamentale che tu conosca la struttura ospitante. Cerca di raccogliere informazioni e notizie sull’azienda (la sua storia, la sua mission, i suoi prodotti/servizi, i suoi competitor ecc.) per farti trovare pronto sui diversi argomenti;
  • rifletti e preparati a rispondere efficacemente sulla tua motivazione: perché hai fatto domanda per questo stage? Perché pensi di essere la persona giusta per questa posizione? Perché vuoi fare uno stage proprio in questa azienda? La motivazione ha un peso decisivo in sede di colloquio. Una persona molto motivata, sia nei confronti dell’azienda che della posizione per cui si presenta, può essere preferita ad un’altra, formalmente più in linea con il profilo richiesto, ma non abbastanza motivata.

Ricorda: il colloquio è un momento di incontro e quindi un processo a doppio senso. Non solo esiste la possibilità di porre domande, ma è consigliabile approfittarne per dimostrare interesse e curiosità. Il selezionatore, infatti, potrebbe domandarti se hai delle cose da chiedere sull’azienda o sui contenuti dello stage. È un’occasione da non perdere: preparati una o più domande “intelligenti” che dimostrino che ti sei documentato, che sei motivato e interessato a saperne di più. Ad esempio, se lo ritieni opportuno, potresti fare qualche domanda specifica sulla funzione all’interno della quale dovresti essere inserito (programmi/pacchetti software utilizzati, organizzazione ecc.). Inoltre:

  • ascolta sempre con attenzione ciò che hanno da dirti e cerca sempre di motivare le risposte e di spiegare le ragioni delle tue scelte;
  • non essere logorroico, ma non rispondere neppure a monosillabi: rispondi in modo sintetico ma esauriente, articolando adeguatamente le risposte;
  • non mentire ed evita anche di enfatizzare esageratamente le tue competenze ed esperienze. L’azienda non sta cercando un genio, ma una persona adatta a svolgere determinate attività in un determinato contesto;
  • non essere arrogante né presuntuoso: sono motivi sicuri di esclusione. Questo non vuol dire che tu debba avere un atteggiamento dimesso: poniti con naturalezza e cerca di essere sempre aperto e propositivo.

Ultimo suggerimento: fai delle prove, simula un colloquio, magari facendoti aiutare da un amico, oppure registra un video, cercando poi di analizzare cosa non ha funzionato. Ciò ti consentirà di provare i tuoi discorsi, di evitare le ripetizioni o di perdere il filo, di capire se ti sfugge qualche termine. Queste simulazioni ti daranno sicuramente maggiore sicurezza.

Infine, oltre al classico colloquio telefonico o frontale, le aziende possono ricorrere ad una metodologia di selezione più complessa: l’Assessment Center. L’AC, utilizzato per lo più dalle grandi aziende, si svolge in genere nell’arco di una giornata e serve essenzialmente a valutare il potenziale, le capacità e le attitudini dei candidati in relazione a determinate posizioni lavorative. In sostanza serve a capire, mediante un insieme di “prove” – alcune individuali, altre di gruppo – se una persona è in grado di ricoprire efficacemente un determinato ruolo in azienda. Ad una sessione di Assessment partecipano in genere 5-10 candidati. Attraverso l’osservazione dei loro comportamenti, i selezionatori valutano una serie di caratteristiche, come le capacità di interazione e relazione, di negoziazione e di leadership, di lavorare in gruppo e di gestire situazioni conflittuali o stressanti ecc. Per affrontare al meglio un Assessment, la prima regola è quella di presentarsi per ciò che si è, senza cercare ad ogni costo di far colpo sui selezionatori: i comportamenti innaturali o “forzati” non sono premiati.