Se ti sei candidato per uno stage all’estero e sei stato contattato per un colloquio, evidentemente il tuo profilo è in linea con quello che l’organizzazione sta cercando. Adesso sta a te dimostrare al selezionatore che sei la persona giusta per quello stage. Ecco alcuni consigli utili per aiutarti ad affrontare al meglio l’intervista e aumentare le tue possibilità di essere scelto.

Naturalmente l’intervista si terrà nella lingua del Paese ospitante o nella lingua veicolare impiegata in quella determinata azienda (spesso l’inglese). Dato per scontato che tu abbia realmente una buona conoscenza della lingua che dovrai utilizzare - almeno un livello B2, in alcuni casi è richiesto un C1 – è comunque normale che la tua “ansia da colloquio” venga amplificata dal fatto di doverlo sostenere in una lingua straniera: se le parole non mi vengono? Se sbaglio un termine o uso espressioni non corrette?
C’è una sola cosa da fare per ridurre il livello d’ansia e aumentare le possibilità di successo: prepararsi bene.
Ecco dunque gli “argomenti” su cui ti devi preparare, perché la maggior parte di questi (o forse tutti) saranno trattati durante il colloquio:
- Te stesso: i tuoi aspetti caratteriali, i tuoi punti di forza e di debolezza, i tuoi interessi, i tuoi hobby. Ovviamente, è opportuno che tu metta in evidenza tutti quegli aspetti del tuo carattere e della tua personalità che risultino in linea con le caratteristiche del profilo per cui ti sei candidato.
- Il tuo percorso scolastico/formativo: contenuti, durata, eventuali tirocini curriculari o periodi di studio all’estero ecc. Cerca sempre di motivare le tue scelte di studio o formative.
- Le tue attività “extracurriculari”: esperienze di volontariato, lavori saltuari per pagarti gli studi, soggiorni all’estero o altre esperienze al di fuori del tuo percorso di studi. Sono informazioni molto utili al selezionatore per capire che tipo di persona sei.
- I tuoi obiettivi professionali: cosa vuoi fare da grande? Hai già messo a fuoco gli obiettivi professionali che vuoi raggiungere? Se sai cosa rispondere a queste domande – e soprattutto se lo stage per cui ti candidi è in linea con il percorso professionale che hai in mente – le tue possibilità di successo aumenteranno sensibilmente.
- La posizione per cui ti presenti: è opportuno che tu conosca bene il ruolo e le mansioni che andresti a svolgere; cerca quindi di comprendere a fondo i contenuti professionali dello stage e di impadronirti dei termini e delle espressioni tecniche relative al ruolo per cui ti sei candidato (ovviamente nella lingua che dovrai utilizzare).
- L’azienda/ente: è molto importante che tu conosca la struttura ospitante. Se vuoi fare uno stage in una determinata organizzazione, è opportuno che tu raccolga informazioni e notizie sulla sua storia, la sua cultura, la sua mission, i suoi prodotti/servizi, i suoi competitor, ecc.
- La tua motivazione: perché pensi di essere la persona giusta per questa posizione? Perché vuoi fare uno stage in questa azienda? La motivazione ha un peso decisivo in sede di colloquio. Sei farai capire al selezionatore che non sei semplicemente interessato a fare uno stage, ma che vuoi fare uno stage proprio da loro e proprio in quella posizione, avrai sicuramente maggiori possibilità di essere scelto. Tieni presente che l’organizzazione non sta cercando “un genio”, ma semplicemente una persona adatta a svolgere un determinato ruolo. Anzi: sta cercando una persona adatta e motivata ad imparare a svolgere un determinato ruolo. L’approccio ha un valore fondamentale: a uno stagista è richiesto entusiasmo, passione, voglia di imparare e di fare.
Ricorda: il selezionatore potrebbe chiederti se hai delle domande da fare sull’azienda o sui contenuti dello stage. È un’occasione da non perdere: preparati una o più domande “intelligenti”, che dimostrino che ti sei documentato, che sei motivato e interessato a saperne di più.
Una volta capito su che cosa verterà il colloquio, è importante sapere come bisogna affrontarlo per dare una buona impressione di sé. Ecco un breve elenco di raccomandazioni sui comportamenti e gli atteggiamenti da tenere e su quelli da evitare durante l’intervista.
Sì: rispondi in modo sintetico ma esauriente, articolando adeguatamente le risposte.
No: rispondere a monosillabi o, al contrario, essere logorroici.
Sì: usa un tono di voce naturale e pacato, cercando di esprimere interesse, partecipazione, coinvolgimento.
No: usare un tono monocorde o, al contrario, eccessivamente enfatico.
Sì: cerca di tenere un atteggiamento naturale, aperto, positivo.
No: avere un atteggiamento aggressivo o supponente oppure, al contrario, passivo o dimesso.
Sì: sii sincero su te stesso, avendo l’accortezza di mettere in luce quegli aspetti del tuo carattere, delle tue conoscenze ed esperienze che collimano con la posizione per cui ti stai candidando.
No: mentire o enfatizzare eccessivamente le tue qualità, conoscenze ed esperienze.
Sì: se dopo aver risposto a una domanda non ricevi alcun feedback, chiedi al selezionatore se ha bisogno di ulteriori chiarimenti.
No: fare pause prolungate o lunghi silenzi.

Ultimo suggerimento: simula un colloquio, magari facendoti aiutare da un amico (meglio ancora, se possibile, da un professionista della formazione e dell’orientamento), oppure registra un video, cercando poi di analizzare cosa ha funzionato e cosa va migliorato. Ciò ti consentirà di provare i tuoi discorsi, di evitare le ripetizioni o di perdere il filo, di capire se ti sfugge qualche termine. Fare delle simulazioni ti darà sicuramente maggiore sicurezza.
Infine, considerando che l’intervista non si svolgerà in presenza, ma attraverso una delle varie piattaforme di videoconferenza disponibili, sarà opportuna una verifica preventiva delle necessarie condizioni “tecniche” da soddisfare:
- assicurati di disporre di una connessione stabile: niente di peggio di un colloquio in cui la connessione salti ogni cinque minuti o la tua voce si senta a scatti;
- verifica che il microfono e la webcam funzionino correttamente (e, eventualmente, anche il livello di carica della batteria): improvvisi black out vanno decisamente evitati;
- connettiti qualche minuto prima dell’ora del colloquio: potrai prevenire o segnalare tempestivamente eventuali problemi tecnici;
- assicurati che nell’ambiente in cui ti trovi ci sia silenzio e non ci siano elementi di disturbo: persone che ti camminano alle spalle o rumori di fondo non saranno sicuramente apprezzati;
- verifica che l’illuminazione sia adeguata: la penombra può essere suggestiva, ma è decisamente inadatta a un colloquio;
- scegli uno sfondo appropriato: è importante che sia ordinato e dia l’idea di professionalità. Ad esempio una libreria, non certo un letto disfatto con una montagna di panni accatastati sopra;
- scegli l’abbigliamento più appropriato: tieni conto che l’abbigliamento dovrà essere più o meno formale a seconda dello stile e della cultura dell’organizzazione;
- silenzia o spegni il cellulare: uno squillo improvviso sarebbe di certo un elemento di disturbo.
Un’ultima raccomandazione: tieni a portata di mano carta, penna, una copia del tuo CV e degli eventuali altri documenti inviati all’organizzazione: è possibile che nel corso dell’intervista possano servirti.
Ecco, a questo punto hai qualche elemento in più per preparare bene il tuo colloquio.
In bocca al lupo!
